di Veronica Basaglia on 18 dicembre 2019
Veronica Basaglia
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Hai mai sentito parlare di Native Advertising? Sapresti definirlo ed evidenziarne le peculiarità e i vantaggi nell’ambito di una strategia di marketing?

In questo breve articolo, ti offriamo le informazioni chiave relativamente a questo approccio promozionale, cominciando dall’identificazione specifica dell’azione che è deputato a svolgere.

Possiamo definire il Native Advertising come un contenuto sponsorizzato che viene visualizzato e promosso all’interno di piattaforme, e più specificamente contenuti, proposti agli utenti digitali.

Il Native Advertising è molto diverso dalla classica pubblicità, che di per sé tende a distrarre il lettore con tematiche molto spesso poco affini a quelli che sono i suoi reali interessi. Al contrario, utilizzando in modo intelligente il Native Advertising sarà possibile rendere la pubblicità “mimetizzata” all’interno del contenuto stesso, incrementando l’opportunità di ingaggiare l’utente in modo virtuoso.

Ecco dunque che, in termini di obiettivi, il Native Advertising si propone di attrarre in modo genuino – e non distraente – l’attenzione del pubblico di riferimento grazie a contenuti coerenti col tema della pagina, e che vengono percepiti dall’utente come parte di essa.

Quali sono i principali esempi di Native Advertising?

In modo del tutto fluido e naturale, l’utente medio è colpito quotidianamente da diverse tipologie di Native Advertising. 

Tra i più famosi esempi vanno senza dubbio citati:

  • I tweet sponsorizzati su Twitter
  • I post sponsorizzati su Instagram
  • I post sponsorizzati su Facebook
  • I contenuti True View su YouTube
  • I recommendation widget nei magazine digitali o nei siti web, compresi gli e-commerce
  • I cosiddetti advertorial, ossia i publi-redazionali tipicamente ospitati sulle riviste online

Come è facile intuire, queste quattro casistiche denotano caratteristiche comuni:

  • I contenuti si presentano immersi, immersivi e non distraenti nel contesto della pagina
  • Il loro formato ricalca in modo quasi identico quello della pagina in cui si trovano
  • Sono distinti dal resto del contenuto quasi esclusivamente dalla dicitura “contenuto sponsorizzato” o similare

Ecco dunque che tutti i contenuti di Native Advertising presenteranno elementi fondamentali che vanno a definirli: la coerenza con il contesto visivo del contenuto editoriale, ossia la forma, è il primo. Questo tipo di impatto visivo permette all’utente di percepire il Native Advertising come se fosse parte del contenuto che sta fruendo, senza quasi percepire che si tratti di una pubblicità: è il cosiddetto effetto “banner blindness”.

Il secondo elemento è determinato dalla rilevanza del Native Advertising, che deve essere molto alta: soltanto attraverso di essa, infatti, sarà possibile creare engagement negli utenti attraverso interazione e comunicazione ottimale, senza mai distrarre né infastidire.

Topics: Social Network

Veronica Basaglia

Veronica Basaglia

Da molti anni mi occupo di contenuti destinati al Marketing Digitale, all'Advertising sulle piattaforme più diverse e alla Comunicazione. Le mie specializzazioni includono il persuasive copywriting, il content marketing, la SEO e il blogging nelle categorie merceologiche più diverse, ma anche la direzione creativa, l'ideazione di strategie multicanale/omnicanale e la consulenza in ambito progettuale. Le mie competenze in Naxa sono relative ai servizi SEO, Social Media Marketing, Inbound Marketing, Content Strategy, Email Marketing, Brand Positioning & Communication.