di Admin on 1 febbraio 2017

La cosiddetta Internet of Things cambierà – e di fatto sta già cambiando - il business delle aziende, compresi i negozi di arredamento sul territorio che, un tempo, lavoravano con successo dando il massimo esclusivamente attraverso le loro vetrine e la qualità dei loro prodotti.

Cominciamo dalle definizioni: l’Internet of Things, o Internet delle Cose, è il neologismo che si riferisce all’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. Venne introdotto per la prima volta nel 1999, ma è in questi ultimi anni che il suo impatto sul mercato si sta facendo realmente notare.

Di fatto, l’Internet of Things rappresenta l’evoluzione naturale della rete che, da luogo di scambio di informazioni, si trasforma in luogo virtuale in cui è possibile interagire in modo reale con gli oggetti. In questa nuova “rete globale”, gli oggetti si rendono riconoscibili e diventano “smart”, intelligenti, perché acquisiscono la capacità di comunicare dati riguardo se stessi.

Facciamo qualche esempio pratico di Internet of Things:

  • Scarpe da ginnastica che trasmettono tempi e distanze percorse, offrendo persino la possibilità di gareggiare con un avversario virtuale che si trova dall’altra parte del pianeta
  • Vasetti di medicine che avvisano se si dimentica di prendere un farmaco
  • Domotica che si attiva e si spegne a seconda dei ritardi o degli anticipi nel rientro a casa

Oggi, l’Internet of Things è considerata la quarta rivoluzione industriale nella storia dell’uomo. E, dal momento che il mercato dell’Internet delle Cose è in crescita costante e inarrestabile, è importante che tutte le aziende si mettano al passo con i tempi.

Anche per chi ha sempre basato il proprio business su attività offline, come ad esempio un artigiano mobiliere, un rivenditore monomarca o plurimarca di interior design, un arredatore o uno showroom di mobili, vale il principio che mutare assieme a un mercato che cambia è la prima regola per stare a galla. Rinnovare il proprio business attraverso i tanti strumenti messi a punto dalla rete è quindi un imperativo inevitabile, al quale è altamente sconsigliato non rispondere.

 Scarica la GUIDA gratis:  come il web cambia il business dei negozi di arredamento

Internet of Things: non cambiano solo i prodotti, ma anche il modello di business

L’Internet of Things non si applica solamente ai prodotti, ma anche al modello di business di chi li commercializza e li propone. Se si prende ad esempio in esame il settore della domotica, la nuova generazione di strumenti permette di conoscere molti più dati e abitudini dei clienti di quanto non fosse possibile attraverso una “semplice” rete di distributori.

All’interno di una abitazione, la domotica ci trasmette infinite informazioni relative ai suoi abitanti, e l’interior design dovrebbe sapersi regolare di conseguenza, tenendo conto proprio di queste specificità sempre più diffuse, sempre più apprezzate, sempre più avanzate.

Chiedetevi dunque: come può un’azienda di interior design offrire un vero valore aggiunto ai suoi clienti attraverso il potentissimo valore dell’Internet of Things? Come potrà offrire servizi fino a qualche anno fa assolutamente impensabili, e ora ritenuti sempre più utili?

Tenete quindi in considerazione il fatto il modo in cui le nuove tecnologie vi stanno invitando a cambiare il vostro modello di business: non dovrete più focalizzarvi sulla semplice vendita di mobili, quanto piuttosto sulla commercializzazione di servizi.

Quella che i vostri clienti vorranno arredare non sarà più una casa, ma una casa smart. Quelli che una volta erano semplici spazi domestici, oggi vivono una cosiddetta “realtà aumentata” e diventano piuttosto “spazi abitativi”, con tecnologie virtuali che si fanno spaziali, entrando fisicamente nei nostri ambienti e modificandone la performance.

L’Internet of Things, quindi non coinvolge soltanto i settori più ovvi – sorveglianza, telematica, robotica, avionica, domotica, biomedicale – ma anche quella che vede al lavoro gli interior designer, gli ingegneri, gli architetti, gli arredatori, i mobilieri che dovranno letteralmente ripensare gli ambienti a cui danno vita.

Non prendete questa grande rivoluzione come un problema: datele invece il valore che ha davvero, ossia quello di una grandiosa opportunità di evoluzione sia per voi che per il vostro business.

Pensatela come l’infinita possibilità di creare nuove abitudini e di esplorare la vita domestica, l’arredamento, il design in un modo del tutto nuovo. Cambia, quindi, la filosofia dell’abitare ma anche la filosofia di vendere l’abitare.

Il futuro – ma anche il presente - è fatto di mobili intelligenti capaci di dialogare con gli abitanti della casa, così come di elettrodomestici che possono essere comandati a distanza, di complementi d’arredo evoluti che sanno interagire in modo rapido ed efficace con gli esseri umani. Stiamo parlando di smart home, ed è quindi facile comprendere come chiunque lavori nel settore dell’arredamento sia specificamente coinvolto in questa grande rivoluzione industriale.

Nel 2020 – tra poco meno di quattro anni – gli oggetti connessi a livello globale saranno, secondo le stime, ben 30 miliardi. Saranno oggetti intelligenti dotati persino di capacità decisionale, faciliteranno la comunicazione uomo-macchina, aumenteranno la percentuale di problem solving, incrementeranno in modo sensibile il risparmio energetico.

Come volete affacciarvi, con la vostra attività di interior designer, a questa nuova frontiera?

Scarica la GUIDA gratuitamente:  "Come il web cambia il business dei negozi di arredamento"