di Veronica Basaglia on 5 novembre 2020

Mai come in questo periodo è fondamentale che il supporto alle piccole attività locali arrivi da ogni parte. Anche Google contribuisce, mettendo a disposizione dei local business una serie di nuove soluzioni digitali che rispondono alle esigenze ormai sempre più in evoluzione dei consumatori.

Come è noto, la pandemia di COVID-19 continua a danneggiare le attività commerciali e produttive, e particolarmente vulnerabili sono le imprese che operano su aree territoriali limitate. In questo senso, gli strumenti che Google offre per collegare gli store fisici con la loro versione digitale potrebbero rivelarsi un lodevole aiuto per chi lavora su scala locale.

Prima di tutto, Google ha recentemente introdotto la possibilità di implementare la portata e la precisione del suo servizio My Business inserendo informazioni relative alle caratteristiche del servizio di negozi e ristoranti: così facendo, i local business potranno comunicare in modo agevole plus discriminanti in questo momento, come la consegna senza contatto oppure il ritiro nel punto vendita.

Tali funzionalità sono a disposizione anche per le Local Campaigns, che prima del “caso Coronavirus” avevano essenzialmente lo scopo di portare consumatori ai punti vendita fisici.

Sempre per quanto riguarda il servizio di ritiro in-store, Google ha attività diverse etichette: prelievo in strada, raccolta in giornata per le Local Inventory Ads su Google Shopping, e raccogli più tardi. Quest’ultima feature è particolarmente utile per chi ordina prodotti al punto vendita ma non può trovarli immediatamente disponibili, poiché permette all’attività di comunicare che lo saranno presto.

Per quanto riguarda invece le vendite vere e proprie, la grande G punta ora sullo Smart Bidding per ottimizzare il bid in asta in modo automatico, in funzione delle vendite effettive avvenute all’interno del punto vendita e non soltanto del mero traffico umano.

Il processo di ottimizzazione potrà essere attivato direttamente dagli inserzionisti, che dovranno solamente caricare i dati proprietari relativi alle transazioni reali in-store: in questo modo, lo Smart Bidding opererà tenendo conto delle fluttuazioni tra conversioni online e vendite fisiche e adatterà il bid delle aste di conseguenza.

Sembra un cambiamento da poco, ma non lo è: dal momento che la situazione attuale costringe i consumatori a modificare rapidamente le loro abitudini d’acquisto, è fondamentale che le campagne digitali reagiscano e si comportino di conseguenza.

Vieni a parlare con gli esperti di Naxa di come ottimizzare il tuo business locale sui canali digitali e assorbire al meglio la crisi di questo periodo.

 

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