di Massimo Pennati on 21 aprile 2022
Massimo Pennati
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Dalla produzione, al confezionamento, alla spedizione, tutto a capo di un’unica realtà. Il modello di business Direct to Consumer è sempre più diffuso: diventato un trend del mercato, è implementato da un numero crescente di realtà, tra colossi e piccoli marchi. 

In questo articolo approfondiremo questo modello analizzando la sua diffusione e la sua presenza sempre più capillare, rappresentando un’opzione scelta da molte realtà. Toccheremo diversi temi riguardanti il D2C:

In italiano vendita diretta al cliente, con questo sistema il prodotto viene creato nella struttura di un’azienda ed è lei stessa a distribuirlo nei propri canali come per esempio e-commerce, social e punti vendita monomarca.

Di recente nascita, noto anche con l’acronimo D2C e DTC, si basa sull'eliminazione nel business della presenza di intermediari: modello verticale, ha come protagonista solo l’azienda che si occupa di tutti gli aspetti dei propri prodotti, diventando così autosufficiente in tutte le fasi. 

 

 

La diffusione del Direct to Consumer: strategia sempre più in crescita

A differenza del modello B2C, business to consumer, incentrato sulla vendita tramite una rete di distribuzione, esempio fra tutti Amazon, nel Direct to Consumer i prodotti vengono venduti direttamente dall’azienda al cliente finale. In questo modo si bypassano tutti quei soggetti che si frappongono tra essa e il consumatore finale. Dicendo addio ai distributori, si riducono i costi, di conseguenza si incrementa la marginalità e si crea una maggiore connessione con gli utenti.

Questa tipologia di business, seppur applicabile anche ai negozi fisici, ha conosciuto una maggiore diffusione a seguito della presenza sempre più capillare nella vita dell’online, in particolare degli e-commerce

Gli acquisti sul web dominano ormai la scena, soprattutto a seguito dello scoppio della pandemia. Con la diffusione del Covid questo modello è stato visto come un’ancora di salvezza.
Tra il verificarsi di stop nella catena di approvvigionamento e ritardi nei processi produttivi, molte aziende si sono affidate al D2C, affiancando alla vendita al dettaglio la modalità online. Curando tutta la parte di digital marketing molteplici realtà hanno visto così intatte le loro vendite o almeno hanno contenuto le diminuzioni nelle vendite. 
Pertanto negli ultimi tempi non solo sempre più realtà hanno implementato questa strategia, ma ne sono nate nuove incentrate solo su questo modello di business.

 

 

D2C, una soluzione per ogni settore: modello versatile con cui ridurre i costi e avvicinarsi ai clienti

Il modello D2C continua a incrementare la sua popolarità in quanto i clienti si rivolgono sempre più agli acquisti online, realizzati comodamente dalle loro case. 

Subentrato una quindicina di anni fa, un numero crescente di aziende lo applicano in quanto permette di contenere i costi. Solo poco tempo fa per vendere i prodotti spesso era immancabile il rivolgersi a grossisti e rivenditori fisici: alternative sicuramente valide, ma che comportano riduzioni dei margini a causa dei maggiori costi.
Per dire addio a questo il Direct to Consumer è la svolta, permettendo alle aziende di avere un accesso diretto al cliente.

Emblematico il caso di Nike che si è mossa verso questo modello a partire del 2018 allo scopo di avvicinarsi ai suoi consumatori e allontanarsi dai retail, puntando sull’online e sui negozi monomarca. Una strategia vicende che ha fatto esplodere le vendite grazie al suo e-commerce proprio durante il periodo pandemico.

Applicabile a tutti i settori, è un’opzione molto utilizzata nel mondo del fashion e del beauty
Esempio significativo quello di Glossier, marchio di skincare realizzato da Emily Weiss. A seguito della creazione di un suo blog, attorno al quale ha dato vita a una vera e propria community di donne, accomunate dal voler affrontare problematiche cutanee, ha creato un impero basato sul D2C, diventando un punto di riferimento del settore. 

 

Direct to Consumer: opportunità e vantaggi

Sempre più diffuso, il Direct to Consumer apporta notevoli vantaggi alla vita del business quali: 

 

Ridurre i costi

Eliminando i distributori si abbattono le barriere al profitto. Dicendo addio alla presenza di intermediari e le spese che ne derivano, si riducono i costi, riuscendo anche a monitorare maggiormente i margini sui guadagni. 

 

Creare rapporti diretti con gli utenti

Avvicinarsi agli utenti, stabilendo un rapporto diretto, permette di toccare con mano le loro necessità. In questo modo si potranno personalizzare i prodotti in base alle preferenze rilevate. Questo modello può quindi portare ad aumentare la soddisfazione dell’acquirente e anche a fidelizzarlo con iniziative create ad hoc, come prove prima dell’acquisto. Nel caso della vendita attraverso intermediari questo non sarebbe possibile, in quanto si perde il contatto con il consumatore.

 

Aumentare la reputazione del brand

In un mondo dominato da una quantità stratosferica di prodotti, aumentare la reputazione del proprio brand può essere un grande vantaggio competitivo. Avere una vendita diretta significa curare il proprio e-commerce ed essere presenti sui social network per promuoverlo: questo permetterà di differenziarsi ed essere percepiti come esperti del settore, incrementando la propria Brand Awareness.

 

Raccogliere dati sui clienti

Avendo il contatto finale con loro se ne possono raccogliere grandi quantità e di ogni tipo. L’azienda si occupa infatti della distribuzione e monitora in via diretta le vendite tramite propri canali, come l’e-commerce. Si avrà così l'opportunità di comprendere i comportamenti degli utenti e le leve che li spingono all’acquisto o le pagine su cui navigano per più tempo. Questo consente di fare eventuali modifiche al sito, migliorando le parti che vengono prese meno in considerazione.

 

Lanciare velocemente nuovi prodotti sul mercato

Dato che tutto il progetto è nelle mani dello stesso soggetto, che può decidere in libertà i tempi e le modalità della suo ingresso nel mercato, senza dover sottostare a eventuali vincoli dettati da altri, è possibile lanciare nuovi prodotti con molta più velocità.

 

Testare i prodotti con più margine

Questa strategia permette di fare esperimenti prima di eventuali lanci. In questo caso vengono in aiuto strumenti come le newsletter e i social media, attraverso cui comunicare ai clienti il possibile arrivo di un nuovo prodotto, raccogliendo così i loro feedback utilissimi per la sua versione finale.

 

 

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Topics: Strategy

Massimo Pennati

Massimo Pennati

Appassionato di internet e tecnologia dagli anni ‘90, mi sono lanciato da subito nel mondo del web marketing, prima ancora che questo si chiamasse così. Nel 2007 ho fondato Naxa con Paolo. Oggi sono un consulente digital con un debole per l’inbound marketing.