di Veronica Basaglia on 23 marzo 2021

Come si costruisce un brand da zero? La risposta sta nella definizione dell’identità del marchio, tanto per cominciare, ossia della personalità del business che si decide di promuovere o lanciare e della sua promessa ai clienti, espressa attraverso un messaggio chiaro e coerente che il pubblico può percepire e comprendere. Ma, ovviamente, non si tratta solo di questo: una volta definita la Brand Identity, si dovrà procedere a progettare e strutturare tutti gli strumenti di marketing e comunicazione necessari a “spingere” il marchio.

Sull’argomento si potrebbe scrivere un libro (forse dieci), quindi nell’articolo di oggi ci limiteremo a parlare di tutte le operazioni preliminari e imprescindibili che stanno alla radice dell’identità di brand.

Per cominciare, sarà quindi importante dedicare qualche cenno al logo.

Il logo: è importante per il brand, ma non è il brand

In molti casi – ed erroneamente – i termini “logo” e “brand” sono considerati sinonimi e intercambiabili, anche se si riferiscono a due concetti diversi. Sebbene il logo rappresenti il simbolo del brand, esso non è il brand nella sua interezza e il suo sviluppo va dunque considerato soltanto come uno dei tanti step necessari a creare un brand da zero.

Tuttavia, nel momento in cui si procede alla costruzione di una brand identity, il logo giocherà un ruolo cruciale perché avrà il compito di differenziarsi in un mercato che è oggi globale e include milioni di business che cercano di emergere. Dovrà dunque interpretare al meglio l’identità del business, i suoi valori, e le emozioni che l’impresa dovrebbe suscitare negli utenti: in pratica, è considerabile come la sua personalità espressa in termini grafici.

Qualche esempio di logo che funziona perché perfettamente in linea con i valori del brand che rappresenta? Coca-Cola, con il suo marchio così potente da essere il più facile in assoluto da richiamare alla memoria, oppure Nike, la cui forma a onda interpreta al meglio le qualità di movimento, energia e vitalità che sono proprie del business.

Puoi scoprire altri ottimi esempi di logo in questa interessante guida di HubSpot.

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I sette pilastri per costruire un brand da zero

Ora che abbiamo definito cosa sia esattamente il logo di un business, possiamo tornare all’argomento principale e illustrare i sette passi chiave per creare un brand da zero.

Tieni presente che il risultato finale sarà un’impresa con un nome, un volto, uno stile, un preciso tono di comunicazione e – idealmente – una serie di tratti differenzianti rispetto ai suoi competitor.

  1. Ricerca la tua target audience e i tuoi concorrenti.
    É questo lo step preliminare nella creazione di un brand. Prima di scegliere cosa farai e come, è bene analizzare cosa richiede il mercato e individuare chi sta già fornendo la risposta a quelle determinate domande. Senza una comprensione profonda dello stato delle cose as-is e le sue possibili traiettorie di sviluppo, il tuo brand avrà infatti molte difficoltà a emergere nel mare di offerte già disponibili.
    Prova quindi a cercare in rete il prodotto o servizio che desideri offrire e osserva il panorama: chi saranno i tuoi principali competitor? In che modo la loro offerta si differenzia dalla tua? Quali sono i punti di miglioramento del tuo prodotto o servizio? Cosa pensano i clienti target dei tuoi concorrenti della loro proposta? Come puoi risolvere tu le criticità a cui i tuoi competitor non hanno ancora pensato? Quale tra i prodotti offerti dai tuoi concorrenti acquisteresti e perché?
    Porsi queste domande (e darsi delle risposte oneste) sarà vitale per procedere al passo successivo.

  2. Scegli la personalità che vuoi comunicare.
    É il momento di dare vita al tuo Brand Positioning Statement, ossia al documento che servirà per reclamare il tuo posto nel segmento di mercato che ti riguarda.
    Non è detto che si tratti di qualcosa che dovrai poi includere nel tuo sito web: potrebbe anche trattarsi di un documento destinato a rimanere interno, ma ciò non toglie che sia fondamentale per mettere a fuoco la missione, la visione, i valori e lo storytelling della tua impresa.
    Chi sei? Cosa proponi? Come pensi di ottenere quel risultato? Qual è la promessa al cliente che ti differenzia da tutti i tuoi concorrenti? La Unique Value Proposition è quel dettaglio per cui stai competendo: ecco perché è importante individuarla in modo chiaro, attraverso le parole che meglio comunicano il messaggio. Queste ultime saranno infatti i termini che i tuoi futuri clienti assoceranno a te, in modo quasi automatico. Sceglile con cura.

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  3. Il nome di brand.
    Alcuni clienti o start-up partono con un nome già deciso e prestabilito. Talvolta si tratta di un eccellente naming, in altri casi invece poco racconta degli obiettivi reali dell’impresa o della sua identità.
    Quale che sia il settore del mercato in cui desideri posizionarti, il nome conta perché racconta la tua personalità, le tue azioni, il tuo approccio e perché avrà ripercussioni su logo, dominio web, eventuali brevetti e, ovviamente, sul piano di marketing.
    Il nostro suggerimento è di non scegliere un nome di brand che i tuoi futuri utenti potrebbero facilmente confondere con altri player di settore, ma neppure un nome che è difficile memorizzare.
    Meglio puntare su un nome breve, d’impatto e che crei curiosità, suggerendo il settore in cui operi. In questi casi, sarebbe sempre opportuno rivolgersi a creativi professionisti.

  4. Definisci la tua tagline.
    É chiamato anche payoff di brand ed è lo slogan da associare al naming.
    Anche in questo caso, varranno le regole che abbiamo suggerito al punto tre: meglio evitare di copiare slogan già sentiti, ma anche di uscire eccessivamente dal seminato raccontando qualcosa di poco attinente alla tua impresa. È anche preferibile evitare tagline eccessivamente lunghe, poco comprensibili o poco memorizzabili. Se decidi di utilizzare una lingua straniera per il tuo slogan, accertati che la tagline sia grammaticalmente e sintatticamente corretta.
    Partire da un brainstorming con i tuoi consulenti o collaboratori potrebbe essere una buona idea: identifica le parole che meglio ti raccontano, sia nell’identità che nella missione, e poi prova a giocare con esse.
    Anche in questo caso, il supporto di creativi professionisti potrebbe rivelarsi la chiave di volta per ottenere un risultato davvero in linea con le tue aspettative.

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  5. Colori e font.
    Quali colori e quali caratteri tipografici meglio raccontano chi sei? La scelta dei colori di brand non è così facile come potrebbe sembrare all’apparenza. Va invece compiuta con cura, perché è uno degli elementi che i tuoi consumatori più ricorderanno. Inoltre, ricorda che non soltanto colori e caratteri tipografici definiscono il look del tuo brand, ma anche i sentimenti che vuoi evocare con esso e che dovranno essere consistenti con tutto ciò che farai d’ora in poi.
    Chiediti dunque quali siano queste emozioni: innovazione? Ecosostenibilità? Rigore? Creatività? Fiducia?
    Ecco qualche consiglio: il giallo è ideale per stimolare ottimismo, calore e fiducia (un esempio: UPS); l’arancione è legato alla fiducia e all’amichevolezza (Amazon); il rosso al coraggio, alla gioventù e alla vitalità (Coca-Cola); il viola all’immaginazione, alla saggezza e alla creatività (Yahoo); il blu/azzurro alla forza, all’affidabilità e alla fiducia (Dell); il verde alla salute, alla crescita e alla pace (Animal Planet); il grigio all’equilibrio, alla neutralità e alla calma (Apple).
    Per quanto riguarda invece i font, sceglili con attenzione per il tuo sito web: dovranno essere due al massimo, uno per i titoli e l’altro per il corpo dei testi. Dovranno essere leggibili facilmente, comprensibili e in linea con quello del tuo logo/ tagline. Un suggerimento: evita il Comic Sans.

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  6. Realizza il logo.
    Come accennato in apertura di articolo, il logo della tua impresa dovrà contribuire a differenziarti rispetto ai tuoi competitor e a renderti memorabile nella mente dei tuoi futuri clienti.
    È sempre la prima cosa che torna alla mente di un potenziale consumatore quando pensa a un brand, quindi quando qualcuno non se ne ricorda, significa che qualcosa non va!
    Il nostro suggerimento è di creare qualcosa che sia semplice e identificabile, scalabile senza perdere di definizione e che sappia tenere in considerazione ogni luogo e medium su cui dovrà comparire: dal sito web ai social, dalle firme e-mail ai documenti ufficiali, dalle insegne alle vetrofanie, dai mezzi ai prodotti.

  7. Applica il tuo branding al tuo business. 
    L’obiettivo sarà, in questo caso, creare una storia in tutto e per tutto coerente. Si definisce in questo modo la “brand story”, ossia il racconto del tuo business, dei suoi valori e di ciò che propone e che definirà la comunicazione con i tuoi clienti a ogni stadio del funnel, dalla considerazione iniziale fino alla fidelizzazione e all’advocacy finali. Se logo, tagline, colori, font e brand positioning statement non sono in armonia tra loro, come potrà il tuo target avere un’idea chiara di chi sei?

 

Sei pronto a creare il tuo brand da zero? Ti aspettiamo in Naxa per parlarne!

Topics: Branding