di Veronica Basaglia on 9 aprile 2020

In un periodo come quello attuale, in cui per forze di causa maggiore – nello specifico, l’emergenza COVID-19 – molte aziende si trovano a dover sospendere la propria attività al fine di seguire le direttive di legge, il grande punto di domanda di come gestire i canali digitali rimane. Qual è il modo migliore di comportarsi in caso di chiusura temporanea?

Dal punto di vista del Digital Marketing, disabilitare i siti web – ma anche non aggiornarli, seppure con indicazioni generali o modifiche rispetto agli orari di apertura – sarebbe un grave errore, perché un abbattimento completo del canale rischierebbe di generare perdita di dati in Search Console e complicare le operazioni di backup.

Se, dunque, da un lato la pandemia costringe molte aziende e chiudere fino a data da destinarsi, dall’altro è più che mai essenziale preservare la propria visibilità su Google e limitare correttamente (non sospendere) le funzionalità dei siti web.

Anche il gigante di Mountain View ha dato indicazioni in questo senso: ma quali sono?

Pandemia e chiusura temporanea delle aziende: i consigli di Google

Google suggerisce innanzitutto di non disabilitare i siti web, neppure per qualche giorno, proprio per l’effetto negativo che questa azione avrebbe sul posizionamento organico.

In pratica questo significa che se le aziende vorranno ancora farsi trovare dai loro potenziali clienti sui motori di ricerca, dovranno mantenere disponibili i loro canali web in modo che gli utenti possano ancora scoprire i loro prodotti e servizi. Questa regola è valida anche ad azienda chiusa: sarà sufficiente pubblicare una news o collocare un popup in homepage segnalando le modifiche all’apertura dell’attività.

Al contrario, le imprese che disabiliteranno completamente il loro sito web perché sono temporaneamente chiuse avranno più difficoltà a essere indicizzate nuovamente una volta che l’emergenza sarà rientrata.

Ma cosa fare se, per particolari motivi, il sito web aziendale deve essere disabilitato per un periodo? Google raccomanda in questo caso di prendere particolari precauzioni:

  • Per una rimozione temporanea del sito, utilizzare sempre Search Console Removals Tools
  • Se il sito dovrà essere spubblicato per uno o due giorni, è possibile restituire una pagina di errore informativo con codice 503 di “servizio non disponibile”
  • Se il takedown è più lungo in termini temporali, sarà necessario creare un segnaposto indicizzabile per la homepage del sito, utilizzando stavolta il codice 200 http.

In generale, ti suggeriamo sempre di mantenere il sito pubblicato, anche con funzionalità limitate. Nel momento in cui tutto tornerà alla normalità, Google di raccomanda di seguire queste indicazioni per mantenere inalterata la tua visibilità sul motore di ricerca:

  • Gli utenti possono essere informati della chiusura temporanea o della sospensione di alcuni servizi attraverso un banner o un popup in homepage
  • Sarà opportuno modificare i dati strutturati in modo che riflettano gli eventi, la disponibilità o mancanza di disponibilità di determinati prodotti e le informazioni relative alle chiusure
  • Google MyBusiness è un efficiente strumento che le aziende possono utilizzare per segnalare che la loro attività è momentaneamente sospesa
  • I siti di ecommerce dovrebbero invece sempre seguire le indicazioni del Merchant Center di Google e, laddove necessario, disabilitare la funzionalità del carrello
  • È sempre suggerito informare Google delle modifiche inerenti al sito chiedendo un recrawl a Search Console

Quelle che ti abbiamo elencato sono operazioni molto importanti, finalizzate a contenere le inevitabili ripercussioni che l’emergenza COVID-19 ha generato sull’economia: operare correttamente a livello digitale ti permetterà infatti di evitare sgradevoli eventi a lungo termine nell’ambito della visibilità organica. Non sprecare il lavoro fatto sulla SEO!

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