di Veronica Basaglia on 7 aprile 2020

Dopo Facebook, Messenger, WhatsApp e Instagram (e con la prospettiva che anche Twitter si unisca presto alla schiera), anche LinkedIn decide di introdurre le ormai celebri “Stories”, tanto da aver previsto già nei prossimi mesi una fase di beta testing che coinvolgerà i profili iscritti alla piattaforma.

La novità stupisce solo in parte, considerato il massiccio gradimento del pubblico nei confronti di attività multimediali in semi-real time che permettono una condivisione immediata di specifici contenuti. Tuttavia, quantomeno fino al momento attuale, la piattaforma pensata e progettata per i professionisti e in particolar modo per il B2B sembrava essere rimasta immune alle mode.

Non è più così.

La fase interna delle Stories di LinkedIn è già avvenuta e a breve la nuova funzionalità sarà disponibile in versione Beta, resta ancora da capire se in modo trasversale o (per ora) su una porzione di utenti appositamente selezionati.

Il Senior Director of Product Management di LinkedIn, Pete Davies, ha dedicato all’argomento un intero post blog, in cui commenta: “Abbiamo imparato molto sulle possibilità uniche delle Stories in un contesto professionale. Per esempio, la sequenza del formato Stories è ottima per condividere momenti chiave degli eventi di lavoro, lo stile narrativo full-screen rende facile condividere consigli e trucchi per aiutarci a lavorare in maniera più intelligente,” aggiungendo inoltre che “le conversazioni sono il cuore di tanto di ciò che accade su LinkedIn. Il mio lavoro è accertarmi che i nostri professionisti abbiano a disposizione ogni formato e opportunità di feedback possibile per rendere queste conversazioni produttive.”

Sembra dunque che le nuove LinkedIn Stories saranno orientate proprio a questo: a creare una maggiore interazione tra gli utenti, in modo non dissimile da quanto già fatto da altre piattaforme social. L’engagement è dunque il focus su cui punta la nuova funzionalità.

Tuttavia, non si tratta davvero di una novità assoluta, poiché soltanto un paio d’anni fa, nel 2018, il gigante del social B2B aveva già testato uno strumento simile, chiamato “Student Voice”. Si trattava di una funzionalità comunque limitata agli studenti dei campus americani, ma che in termini pratici operava in modo analogo a una Story, ossia offrendo la possibilità all’utente di pubblicare brevi video e rendendoli disponibile in un’apposita “Campus Playlist”. Il video rimaneva sulla piattaforma per una settimana, per poi essere cancellato.

Per quanto riguarda invece le Stories 2020, pare che la decisione sia stata guidata dall’analisi delle interazioni tra gli utenti sul feed di LinkedIn, che avrebbe mostrato una crescita del 25% nel solo 2019. Si punta quindi a trattenere i visitatori ancora più a lungo sulla piattaforma semplicemente offrendo loro nuovi tool e format di condivisione dei contenuti.

Chiaramente, trattandosi di un progetto ancora in beta testing, è difficile prevedere quali ripercussioni avrà sul successo della piattaforma e tanti dettagli sono ancora sconosciuti, come ad esempio la possibilità di sponsorizzare le nuove Stories con apposite campagne a pagamento.

È possibile che questa opzione verrà implementata in futuro, una volta disponibili i primi dati relativi all’andamento del progetto, che per ora si limita comunque ai profili privati e non coinvolge dunque le pagine aziendali.

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